Ambasciatori di Capuana – Manuela De Quarto

#IOLEGGOCAPUANA nell’anno del centenario della morte del Padre del Verismo Italiano vuole rendergli omaggio anche attraverso la figura degli “Ambasciatori”, coloro che dioleggelle pagine di Capuana si fanno promotori.

Ad aver abbracciato l’iniziativa Manuela De Quarto con il suo “Io leggo Capuana”.

Io leggo Capuana perché…
In questa caldissima estate ho avuto molto tempo per leggere (e in alcuni casi rileggere) alcune opere di Luigi Capuana.
Chi di noi non conosce Capuana. Lo scrittore di Mineo fu il promulgatore della tesi flaubertiana in Italia. Capuana fu il terzo angolo del triangolo letterario insieme a Federico De Roberto e Giovanni Verga. Io ho conosciuto così Luigi Capuana, a scuola, di sfuggita, quasi per obbligo ministeriale, per un fortuito sbaglio. Il suo nome era collegato e offuscato da quello del grande Verga. Poi qualche settimana fa ritrovo un suo racconto tra il disordine dei miei libri, lo apro, lo leggo e boom; scopro che Capuana è stato molto di più.
E’ come se, fin dai sui primi passi nella letteratura, lo scrittore di Mineo si fosse posto un importante quesito: si può coniugare realtà e mistero, coerenza e incoerenza.
Io leggo Capuana sì, e vorrei provare a farvi scoprire e riscoprire quel Capuana spiritista, fantastico e tanto simile ai grandi scrittori oltralpe come Herbert George Wells e Poe, che ho ritrovato io. Il racconto che ho ripescato nella mia libreria è la novella Il dottor Cymbalus del 1867, questa novella mescola fantastico e amore nelle ombre del mistero. Il dottor Cymbalus è uno scienziato che atrofizza chirurgicamente il cuore di un giovane che soffre per un amore impossibile. Come un dottor Frankenstein, Cymbalus vedrà il suo esperimento sfuggirgli di mano. Un mix incredibilmente simile ai conflitti amorosi delle serie tv americane degli ultimi decenni come Buffy, l’ammazza vampiri e True Blood. Soluzioni pseudo-mediche per risolvere problemi esistenziali che nascondono chiari riferimenti all’occulto e ai riti magici, e tanto tanto splatter.
Ho notato, leggendo l’autore siciliano senza pregiudizi veristi, che in lui si possono scoprire aspetti del mondo che non hanno e non avranno mai spiegazione, da lui trattati con sottile ironia, ma anche inquietudine. Così appassionatami alla mia scoperta, ho continuato a leggere Capuana.
Tra i suoi scritti ho trovato molti spunti magici anche in Spiritismo?, una sorta di appunti scientifici su fatti inspiegabili e Diari che comprende ventisei comunicazioni paranormali, ricevute a Mineo da parte di entità diverse.
La Scimmia del prof Schitz che fa da antenato alle mille storie di animali umanizzati (pensate solo al Pianeta delle Scimmie) e la novella Creazione di un lirismo esasperato avvolto dall’impossibilità di creare un automa -donna- perfetto. Quale modernità assoluta in quest’opera, penso che proprio ora nelle sale italiane è presente un film che la ricorda molto Ex Machina, per non citare ovviamente le mille pellicole create sull’argomento. Un vampiro, storia che parla del tormento interiore di una donna che diventa allucinazione, follia, evento paranormale. L’esempio più vicino che mi viene in mente è The Others.
Leggendo in maniera più approfondita mi sono resa conto che è come se l’autore volesse assoggettare gradualmente il soprannaturale al controllo razionale: si stipulano regole, rituali magici, teorie evanescenti che lo spingono a valutare l’argomento spiritista da un punto di vista più serio. Un esempio può essere la raccolta ordinata delle novelle magiche del Decameroncino (1901). Una sorta di manuale che lo porta alla conclusione (Studi sulla letteratura contemporanea), che lo spiritismo non è molto lontano dalla religione. Ho capito che l’incontro tra reale e fantastico è inevitabile per Luigi: si tratta di due dimensioni che non si contrappongono l’un l’altra, ma che al contrario sono paradossalmente dipendenti. Capuana scrive racconti intrisi di fantastico, ricchi di elementi che sono altro, ma oltre ad essere altro dalla realtà, sono anche altro rispetto ai mostri terrificanti cui il genere fantastico aveva abituato fino a quel momento. Pian piano ci introduce in ambientazioni quotidiane, portando così il lettore di fronte ad elementi paranormali ma comuni. Trovate qualcosa di più simile agli odierni esempi sia letterari che cinematografici come Harry Potter, dove addirittura si istituisce un’accademia della stregoneria, e uno dei grandi horror degli ultimi dieci anni Paranormal Activity.
Non aver riconosciuto la grandezza della componente spiritista e fantastica e la modernità di Capuana ne segnò sicuramente il suo destino, riguardo allo studio nelle scuole. Questo scrittore, a mio avviso, aveva una grande dote: rendeva tutto più a misura d’uomo. Nessuno vuole uccidere nessuno, nessuno ha manie di grandezza, le prove dei poteri soprannaturali dei suoi personaggi sono banali. Capuana, insomma, si limita: i suoi limiti, d’altronde, sono i limiti della cultura italiana del tempo. La sua sperimentazione resta al livello del soggetto e nonostante ciò, per quegli anni, l’operazione attuata dallo scrittore di Mineo è comunque da considerarsi del tutto originale. Gli eroi di Capuana sono persone comuni, e mi vien da pensare che è proprio la gente comune, che entra in contatto con qualcosa di straordinario, ad essere l’oggetto ideale del racconto fantastico.
Da questa incredibile rilettura di Capuana mi sento di dire che lo scrittore di Mineo va letto, va studiato diversamente, va riproposto agli studenti non solo come la spalla di Verga e del Verismo. Potrebbe essere messo in contrapposizione a grandi saghe fantastiche che oggi affascinano migliaia di ragazzi, generando così molta più curiosità negli studenti. Studiarlo in parallelo con H.G. Wells, Ridley Scott e J.K. Rowling, non sarebbe per niente male.
Io leggo Capuana, anzi rileggo Capuana con luce nuova.
Perché?
Perché non potete immaginare quanto mistero ci possa essere dietro l’autore di Giacinta.

BIOGRAFIA

Manuela De Quarto nasce a Catania nel 1984. Si diploma al Liceo Classico Mario Cutelli di Catania. Nel 2007 si laurea in Scienze della Comunicazione, con indirizzo Editing, alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania. Frequenta a Catania un Corso Biennale di Formazione al Giornalismo e inizia a lavorare come copywriter per alcune testate giornalistiche on-line. Nel 2010 si trasferisce a Torino per frequentare il Master Biennale di Scrittura e Storyelling della Scuola Holden. Realizza, come sceneggiatrice e produttrice, il cortometraggio “Raccolta Differenziata”. Nel 2011 vince il concorso per sceneggiatrice New Cinema Network- Lab, indetto dal Ministero della Gioventù e dalla Fondazione Cinema per Roma. Un laboratorio intensivo per giovani professionisti del panorama cinematografico italiano. Qui realizza il soggetto per il cortometraggio “Salvami”, con la regista Alice Tomassini. Nel luglio 2012, oltre a conseguire il diploma alla Scuola Holden, con particolari riconoscimenti per il corso di cinema, pubblica il racconto “Il giorno del Miracolo” per la rivista letteraria “Nazione Indiana” e realizza come sceneggiatrice e regista il corto “Le cose accadono”. Inizia a collaborare, come giornalista freelance, con la rivista “Sicilia&Donna”, per la rubrica Libri. Nell’ottobre 2012, per il secondo anno consecutivo, vince il concorso New Cinema Network- Progetto Serra, indetto dal Ministero dell’Ambiente e dalla Fondazione Cinema per Roma. Nell’ambito del Progetto Serra realizza il soggetto e la sceneggiatura di due mini-film per la campagna mediatica del Ministero dell’Ambiente 2013/’14: “Raining Sand” e “Le Ciel”. Film-Spot andati in onda sulle tre reti RAI, sul sito internet del Ministero dell’Ambiente e durante la Giornata Mondiale della Gioventù 2013. Nell’anno accademico 2013/2014 collabora con i Viagrande Studios per il corso scrittura per il cinema. Attualmente è impegnata nella stesura del suo primo romanzo. Quando il lavoro lo permette, gestisce anche il suo sito internet e blog http://www.manueladequarto.net

Ciao lettore,

benvenuto in questo spazio dedicato alla promozione alla lettura dell’opera del padre del Verismo italiano, Luigi Capuana.

Nell’anno del centesimo anniversario della sua morte è dovere di ogni lettore appassionato rendergli omaggio, riscoprendone il valore non solo letterario.